Siamo al supermercato e scatta la crisi. Urla, pianti, magari il bambino si butta a terra. Spesso lo chiamiamo "capriccio", ma dal punto di vista pedagogico è una crisi di disregolazione emotiva.Il cervello dei più piccoli non è ancora maturo per gestire la frustrazione. Non vi stanno sfidando: stanno chiedendo aiuto perché sono sommersi da un'onda emotiva che non sanno governare.
L'approccio empatico
- Mettetevi alla loro altezza: Abbassatevi fisicamente. Un adulto che sovrasta può aumentare il senso di paura.
- Validare l'emozione: "Vedo che sei molto arrabbiato. Lo capisco, avresti voluto quel gioco ed è faticoso sentirsi dire di no".
- Mantenere il limite: La comprensione non significa cedere. Il limite rimane ("Oggi non lo compriamo"), ma viene comunicato con dolcezza.
- Offrire presenza: Restate vicini. "Sono qui. Quando vorrai un abbraccio, io ci sono".
Restare un porto sicuro durante la tempesta è il modo più efficace per insegnare loro, gradualmente, a ritrovare la calma.