Non è mai troppo presto: sfatare i miti sulla lettura nella primissima infanzia

Siamo sul tappeto, aprite un libro e il bambino lo morde, lo chiude all'improvviso o vuole farsi rileggere la stessa pagina per la decima volta. 

Spesso pensiamo che sia "troppo presto" o che non stiano ascoltando, ma dal punto di vista pedagogico la lettura condivisa fin dalla nascita è un potente nutrimento emotivo e cognitivo. Il cervello dei più piccoli non cerca subito la trama perfetta. Sta assorbendo la melodia della vostra voce, sta scoprendo il mondo attraverso i sensi e consolidando il legame di attaccamento.

L'approccio alla lettura 

Lasciateli esplorare: Abbassate le aspettative. Morderlo o toccarlo non è un dispetto: nei primi mesi i libri di cartone o stoffa si "leggono" con le mani e con la bocca. 

Seguite il loro ritmo: "Vuoi saltare tre pagine? Va bene". Non è una lezione scolastica, non c'è un modo giusto o sbagliato di sfogliare. (A tal proposito consiglio sempre a genitori, educatori e insegnanti la lettura dei "10 Diritti del Lettore" di Daniel Pennac, tratti dal libro Come un romanzo del 1992)

La voce come abbraccio: Cambiate tono, fate pause, usate le espressioni del viso. La vostra presenza acustica li rassicura e cattura l'attenzione. 

Create un rituale: Un piccolo appuntamento fisso, magari prima della nanna. Leggere insieme non serve a creare futuri piccoli geni, ma a costruire un ponte fatto di attenzione e coccole, dove ogni pagina sfogliata sussurra: "Io sono qui con te".

Insomma, non preoccupatevi se il libro finirà un po' stropicciato o morsicato: sarà semplicemente il segno bellissimo di una storia vissuta insieme.